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martedì 6 dicembre 2016

I migranti guadagnano 600 miliardi, ecco dove vanno a finire...






Nel mondo ci sono 244 milioni di migranti e, a prescindere che il loro status sia regolare o meno, il volume di denaro che muovono è stratosferico: 582 miliardi di dollari. Ma dove vanno a finire questi soldi e quali sono i Paesi beneficiari del flusso?
L'India regina delle rimesse
Come si ricava dai dati della Banca Mondiale, nel 2015 è l'India la regina delle rimesse con 68 miliardi e 910 milioni di dollari, che tuttavia rappresentano solo lo 0,1% del Prodotto interno lordo. Segue la Cina (63 miliardi e 938 milioni), le Filippine (28 miliardi e 483 milioni), il Messico (26 miliardi e 171 milioni) e la Francia (23 miliardi e 347 milioni). In questa classifica, l'Italia occupa il 15esimo posto, con 9 miliardi e 517 milioni di dollari.
Dagli Usa un mare di dolalri verso il Messico
Analizzando i movimenti di denaro da Paese a Paese, emerge lo sterminato flusso di dollari che dagli Usa viaggia verso il Messico. Come sottolinea Simon Torkington in un intervento sul World Economic Forum, gli Stati Uniti ospitano il 19% del totale mondiale dei migranti. Dalle loro frontiere fuoriesce la maggior quantità di rimesse: ben 133 miliardi e 552 milioni di dollari. Questi soldi affluiscono soprattutto in Messico, che incassa ben 24 miliardi e 323 milioni di dollari. Segue la Cina con 16 miliardi e 254 milioni mentre al terzo posto troviamo l'India con 10 miliardi e 956 milioni. La classifica (consultabile in una mappa interattiva del Pew research center) prosegue con Filippine (9 miliardi e 679 milioni), Vietnam (7 miliardi e 448), Guatemala (5 miliardi e 981 milioni), Nigeria (5 miliardi e 667 milioni) ed El Salvador (3 miliardi e 985 milioni). La Germania è al 12esimo posto (2 miliardi e 515 milioni) mentre l'Italia occupa il 18esimo (1 miliardo e 359).
Dalla Germania soldi per Polonia, Francia e Italia
La Germania è il secondo Paese con il più alto numero di migranti. L'anno scorso le somme inviate oltre frontiera hanno raggiunto i 22 miliardi e 861 milioni. I destinatari sono stati soprattutto Paesi europei, in primo luogo Polonia (2 miliardi e 100 milioni), Francia (1 miliardo e 900 milioni) e Italia (1 miliardo e 300 milioni).
L'Arabia Saudita foraggia Libano e Siria
L'Arabia Saudita ospita migranti molto eterogenei: dai dipendenti delle compagnie energetiche occidentali ai salariati provenienti dai Paesi limitrofi o in via di sviluppo. Questi ultimi hanno inviato l'anno scorso 45 miliardi e 739 milioni di dollari in rimesse. In questo caso, i soldi sono affluiti soprattutto in Libano (1 miliardo e 400 milioni), Myanmar (954 milioni) e Siria (474).
Le rimesse dei migranti rappresentano uno dei flussi finanziari più importanti per le economie in via di sviluppo, come Senegal o Kenya, dove i soldi vengono spesi non solo in generi di prima necessità ma anche in edilizia o, addirittura, per fare impresa. In Nepal, le rimesse rappresentano quasi un terzo del Prodotto interno lordo mentre in Egitto il totale dei soldi affluiti dall'estero nel 2015 vale quattro volte tanto i ricavi del Canale di Suez.
Dall'Italia oltre 15 miliardi di dollari, ma è la Francia a beneficiarne
Secondo i dati del Pew Reserach Center, le rimesse uscite dall'Italia nel 2015 ammontano a 15 miliardi e 359 milioni di dollari. La Francia è la prima beneficiaria con 1 miliardo e 697 milioni (a sua volta invia in Italia un miliardo e 232 milioni di rimesse), seguita da Cina (1 miliardo e 168 milioni), Nigeria (945 milioni) e Romania (937 milioni).
Rimesse mondiali in calo del 2%
Secondo gli economisti della Banca Mondiale, le rimesse dei migranti hanno subito nel 2015 una lieve flessione del 2% rispetto al 2014. Il trend è comunque in crescita e, rispetto a dieci anni fa, il denaro inviato a casa è praticamente raddoppiato. Nb. Rintracciare i flussi di denaro inviati dai migranti è molto difficile. A questo scopo, la Banca Mondiale ha elaborato un modello statistico per stimare le quantità di denaro che, tuttavia, rimangono soggette a margini di errore...
(AGI)

Amnesty denuncia: Erdogan ha deportato 500 mila curdi negli ultimi mesi...




La zona di Diyarbakir è sottoposto ad una feroce repressione: molti cacciati con la scusa della sicurezza




Sono i numeri della repressione di Erdogan: oltre mezzo milione di curdi sono stati costretti ad abbandonare le loro case a seguito della brutale repressione da parte delle autorità turche che siè avuta nel corso dell'anno passato.
Una sorta di punizione collettiva contro le richieste di autonomia da Ankara.
La denuncia è di Amnesty International.
Molte case che si trovano nei quartieri meridionali della città curda di Diyarbakir (la capitale non ufficiale del Kurdistan) sono state distrutte dai bombardamenti, molte altre sono state demolite e espropriate per spianare la strada ad un progetto di riqualificazione  che in realtà beneficia solo pochi residenti.
"Un anno dopo l'inzio coprifuoco che è stato imposto nei quartieri, migliaia di persone sono tuttora sfollate dalle loro case e cercano di far quadrare i conti e di fronte un futuro incerto in un clima sempre più repressivo", ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International in Europa.
"Mentre la repressione della società civile nel sud-est della Turchia è stata ampiamente raccontata, è stata spesso ignorata la deportazione forzata che ha devastato la vita della gente comune sotto il pretesto della sicurezza", ha detto...

(Globalist) 

Lasciano per scherzo un uomo nudo e ubriaco all'aperto. Lui muore: in due a processo...




Una assurda storia di imbecillità a Seine-Saint-Denis, periferia di Parigi



All'imbecillità a volta non c'è limite. Ma adesso dovranno rispondere di omicidio i due uomini autori di uno scherzo sfociato in tragedia lo scorso sabato.
I due imputati, un 28enne e un 35enne, stavano passando la serata a bere nella periferia nord di Parigi, a Seine-Saint-Denis, insieme alla vittima di 35 anni e ad altri due amici. Quest'ultimo, che aveva alzato abbondantemente il gomito, «è crollato improvvisamente in un profondo sonno», ha rivelato una fonte giudiziaria all'agenzia stampa Afp. 
Per fargli uno scherzo «e impedirgli di guidare fino a casa» i quattro amici gli hanno tolto i vestiti, e gli hanno inoltre scritto in faccia «per ridere». Due dei presenti, giunta la notte, hanno lasciato l'appartamento e pertanto non finiranno in aula. Il 28enne e il 35enne, invece, sarebbero stati disturbati quando l'amico, sempre privo di sensi, si è messo a russare in maniera molto intensa. A questo punto i due avrebbero deciso di portarlo, sempre nudo, nel cortile dell'edificio, dove è stato rinvenuto cadavere la mattina successiva. Le temperature, nel corso della notte, sono arrivate a tre gradi sopra lo zero.
La Procura accusa i due uomini di omicidio e omissione di soccorso...

(Globalist)

AD #ALEPPO NON SAPPIAMO PIÙ DOVE SEPPELLIRE I CADAVERI...




TPI ha raccolto la testimonianza di un medico nella zona orientale della città siriana sotto assedio, che descrive il tragico scenario in continuo peggioramento





"Stiamo mettendo i cadaveri in fila nei corridoi interni di una scuola, in attesa di poterli seppellire”, dichiarano alcuni medici della martoriata zona est di Aleppo.
A poche ore dall'ennesimo veto russo per una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla città siriana, è impossibile dare sepoltura ai corpi delle vittime.
“I massicci bombardamenti ci impediscono di portare via i morti e siamo costretti ad aspettare, a volte per giorni”, denuncia il dottore A. Jabar in una testimonianza raccolta da TPI. “Molti obitori, insieme agli ospedali e ai punti di soccorso, sono stati distrutti dalle bombe. Stiamo operando in ospedali da campo e i cadaveri di bambini, donne e uomini sono allineati nella speranza di avere alcune ore di tregua, per dare loro una sepoltura dignitosa e recitare una preghiera. Anche questo ci viene tolto”.
Nelle foto inviate dal medico si vedono i corpi dei caduti degli ultimi giorni, mentre oggi, martedì 6 dicembre, si allunga il bilancio delle vittime di ora in ora.
Da un lato i corpi dei bambini, dall'altro quello degli adulti. Sulle pareti intorno disegni ricordano che quel luogo, in un tempo che sembra ormai lontano, è stato una scuola dove i bambini di Aleppo sognavano e scrivevano il loro futuro.
Attualmente nei quartieri a est della città 250mila persone, tra cui 100mila bambini, vivono sotto assedio, mentre 25mila sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni.
Le forze governative, con l'appoggio degli alleati russi, hanno conquistato gran parte del territorio nelle mani dei ribelli nel corso della scorsa settimana. Aleppo è ritenuta un obiettivo cruciale dal governo di Bashar al-Assad nella guerra civile che dal 2011 si sta svolgendo nel paese...
(The Post Internazionale)

A Letter from #Syria...(Video)






Waad Al-Kateab is 25 years old and has captured some of the most defining images of Syria while being   barricaded in Aleppo. Honoured with two Amnesty International Awards, these are her words and images...

                                       

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